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Fare la spesa con la voce: il futuro della customer experience

Fonte: B HUMAN

Nella scacchiera della tecnologia la pedina dei personal assistant intelligenti è sicuramente strategica e per molte ragioni



 


Una volta si componeva il numero del negozio di fiducia e si dettava la lista della spesa che un solerte aiutante di bottega ci avrebbero portato a casa. Oggi, che la spesa la ordiniamo on line, il vecchio metodo dell’acquisto “a voce” potrebbe tornare in auge. Come? Naturalmente grazie alla diffusione di voice assistant pronti a tradurre i nostri desideri in un acquisto on line. Se l’ipotesi vi sembra remota basti sapere non solo che secondo uno studio di Gartner i virtual personal assistant creeranno un mercato da 3 miliardi di dollari nel 2021, ma che è stato recentemente stretto un accordo tra Walmart e Google, con il quale si gettano le basi per lo shopping vocale.

Gli interessi in gioco

Nell’accordo stretto tra i colossi americani, i clienti di Walmart potranno a breve fare la propria spesa attraverso lo smart speaker di Google Home, scommettendo quindi sulla Smart Home e la diffusione capillare dell’Internet of things. Questo trend d’altra parte l’avevamo già visto quando abbiamo raccontato come i possessori dei frigoriferi Samsung potranno fare la spesa attraverso Amazon.

Non è certo un caso, inoltre, che la mossa di Walmart avvenga dopo l’acquisizione dei supermercati statunitensi Whole Foods da parte di Amazon. Insomma, la partita è aperta, da una parte il retail fisico –come Walmart - vuole arginare la concorrenza degli store on line come quello di Amazon, dall’altra parte Google vuole presidiare la propria posizione di motore di ricerca leader -visto che sempre più utenti cercano prodotti su Amazon senza passare da Google- e mantenerla anche quando la casa sarà smart e faremo la spesa, dettandola sdraiati dal divano.



 


Un’esperienza non ancora immaginata

In tutto questo è interessante vedere come la tecnologia al servizio dell’utente si stia lentamente trasformando, diventando sempre più naturale, con interazioni semplici e familiari, alla portata di tutti. A portata di voce. Su quest’esperienza di acquisto insiste il post nel quale Walmart rende noto l’accordo rivelando come Google abbia fatto investimenti significativi nell’intelligenza artificiale e nella codifica del linguaggio naturale; obiettivo dell’accordo quindi nulla di meno di offrire una esperienza d’acquisto che nemmeno possiamo immaginare. Nella scacchiera della tecnologia la pedina dei personal assistant intelligenti è sicuramente strategica e per molte ragioni: promette di avere un ruolo centrale in un nuovo modo di gestire i propri dispositivi connessi insieme e anche di cambiare customer experience e rapporti aziende-servizi.