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Il co-fondatore dell’app chiusa l’anno scorso riflette su social e presidenziali Usa e poi annuncia: “Secret sta per tornare, è troppo importante per non esserci”

Prima sì, poi no, poi forse. La storia di Secret, l’app che garantisce ai suoi utenti l’anonimato sia per la condivisione di file che per le conversazioni, è piena di alti e bassi. In realtà, prima di una comunicazione del suo co-fondatore nel post elezioni presidenziali americani, la storia era da considerarsi morta e sepolta. E invece, no.

“Secret V2 sta per tornare. È troppo importante per non esistere”, ha scritto David Byttow su Facebook. Lo ha scritto sabato, per poi fornire delucidazioni sul criptico messaggio. Sembra che a far scattare l’urgenza di una nuova versione della piattaforma, chiusa l’anno scorso, sia stata la voglia di offrire alle persone uno spazio dove potessero essere loro stesse, e non quello che devono sentir di essere nell’arena pubblica dei social.

Il dopo elezioni è stato ricco di analisi sull’aria viziata che si respira sui social network e sull’ecosistema sempre più vittima del filter bubble. “Siamo in una bolla, fanculo la bolla“, è la risposta che Byttow ha dato a TechCrunch, spiegando che “le persone non hanno un buon spazio per essere loro stesse in modo più autentico, specie davanti alle persone che conoscono.

C’è troppa paura, e troppo poca consapevolezza di sé. Abbiamo bisogno di più consapevolezza, a cominciare dalla Silicon Valley”.

Insomma, l’app che aveva chiuso proprio per le derive aggressive dell’anonimato, potrebbe rinascere proprio per una diversa lettura in merito alla libertà che l’anonimato potrebbe garantire. 

 

Oggi vogliamo soffermarci su come si può misurare il successo di un’applicazione mobile, ovvero quali sono i suoi ROI e KPI.

Scegliere di investire nello sviluppo di un’app mobile è importante, ma lo è ancora di più capire e saper misurare in un secondo momento l’efficacia di tale strumento e l’utilizzo che ne fanno gli utenti. Spesso non basta il numero di download per capire la buona riuscita o meno di un progetto di sviluppo mobile, servono KPI adatti come ad esempio: Cost per Install, Cost per Engagement, Life time value.

Gli app store sono ormai colmi e pieni di app mobile, ma quali sono quelle che sono davvero utilizzate? Come si può comprendere se lo sviluppo di un’app è stato redditizio per il proprio business?

Ecco alcuni strumenti che possono essere utili per iniziare a tracciare e monitorare in maniera più specifica l’utilizzo da parte degli utenti e il nostro ROI.

KPI: misura il valore dello sviluppo di un’app mobile!

Per non rendere vano il grande sforzo di investimento nello sviluppo di applicazioni bisogna adottare fin dal principio dei KPI ( Key Performance Indicators) che possano segnalare agli sviluppatori da un lato e agli investitori dall’altro, feedback attendibili, non solo sulla promozione, ma anche sul prodotto di per sé. Sono tanti quindi gli aspetti che determinano il successo di un’app mobile.

Esistono diversi parametri di misura: il CPD (Cost Per Download), il CPI (Cost Per Install), il Cost per Engagement.. Il CPD in particolare è uno di quelli più importanti, per misurare e tracciare l’efficacia o meno di una campagna. Viene applicato sul numero di app scaricate e mette in evidenza il ROI, ma senza distinguere fra traffico organico e indotto.

Ancora più sofisticato è il CPI che invece stabilisce l’efficacia a livello promozionale dell’installazione del software sul device, che viene monitorata e tracciata grazie all’apertura dello stesso una volta effettuato il download. Anche il CPD ha dei limiti, infatti l’avvio dell’app mobile non per forza comporta anche il suo utilizzo, rimangono quindi comunque delle zone d’ombra.

Il CPE (Cost Per Engagement) viene di solito preso in considerazione quando si vuole studiare il re-targeting degli utenti che magari  hanno fatto il download, ma non usano l’applicazione mobile.

L’indicatore invece più efficace rimane forse il Life Time Value, ovvero quello che analizza le varie fonti di traffico, identificando il valore medio per singola installazione. Il vero punto di forza è quello di riuscire a scorporare i vari passaggi e gli elementi che costruiscono la UX (User Experience), che rimane poi la vera chiave di successo per sviluppare una buona applicazione.

App Store Optimization per avere visibilità a basso costo

Importante naturalmente anche guardare il posizionamento dell’applicazione nel proprio settore rispetto ai competitor, per capire e fare una valutazione di efficacia. Con quasi più di 4 milioni di applicazioni mobile pubblicate, si comprende bene che diventa sempre più necessario imparare a conoscere anche le tecniche di ottimizzazione sugli Store (ASO- App Store Optimization), per ottenere maggiore visibilità e aumentare le conversioni..

Cattedrali a portata di app. Il progetto «Città e Cattedrali» nato nel 2005 per valorizzare il patrimonio culturale ecclesiastico del Piemonte e della Valle d’Aosta compie un altro passo avanti. Si evolve e offre strumenti cross mediali veramente all’avanguardia. Le novità sono state illustrate nei giorni scorsi, «a dieci anni da quando abbiamo avviato il progetto – ha sottolineato Annapaola Venezia, vice segretario generale della Fondazione Crt – possiamo dire di essere andati ben oltre a quanto avevamo immaginato. Il sistema dei beni ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta ha oggi a disposizione un portale web dedicato che mette in rete circa 400 beni ecclesiastici, organizzati in itinerari geografici e tematici, arricchiti recentemente dai percorsi "Le strade della Sindone"». Un sistema in cui, come ha rimarcato il vescovo di Pinerolo Pier Giorgio Debernardi, delegato dei vescovi Cep per i beni culturali ecclesiastici, «le diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta si riconoscono; un sistema innovativo di valorizzazione fondato sulle persone e sulle comunità del territorio. Un’esperienza che si è arricchita grazie ad una intensa sinergia».

(PRIMAPRESS) - MILANO - Chattare, condividere e postare non sono le uniche attività che si possono fare con uno smartphone o un tablet. E’ possibile anche proteggere i propri occhi con "UV Detector", l'applicazione firmata da Carl Zeiss Vision che, rilevando l'indice di radiazione UV dell'ambiente circostante o della località preferita, riesce a fornire indispensabili informazioni per la protezione dal sole, suggerendo anche le lenti più adatte alle condizioni di luce in tempo reale.