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Durante l’Anno Internazionale della Luce, un progetto partecipato e collettivo con l’obiettivo di concepire le aree urbane all’insegna della moltiplicazione delle possibilità d’uso a firma Comune di Milano, Triennale, Nevicata14, A2A e Philips.

Milano, Italia – Piazza Castello, una delle principali piazze milanesi, viene ridisegnata e resa spazio urbano accessibile a turisti e cittadini per vivere al meglio la città. L’allestimento ad area pedonale rende la Piazza un luogo accogliente e polifunzionale, un vero e proprio salotto cittadino per usi personali e professionali.

Grazie alla collaborazione tra Comune di Milano, Triennale e Nevicata14, volta a rendere migliore la città, la nuova Piazza Castello diventa un laboratorio a cielo aperto: non solo spazi e attrezzature da usare, ma anche attività e laboratori per immaginare il futuro degli spazi pubblici di Milano.

A2A e Philips hanno contribuito al progetto creando la App MyLED con la quale i visitatori potranno gestire  l’illuminazione della piazza, scegliendo tra molteplici scenari disponibili e renderla “a misura di persona”, grazie alla creazione di isole di luce personalizzate. Inoltre la nuova applicazione sarà utilizzabile anche per animare la Cometa del MiCo, spettacolare struttura aerea progettata dall’architetto Mario Bellini e che sovrasta il centro congressuale più grande d’Europa. Attraverso App MyLED  sarà possibile variare l’illuminazione scenografica del MiCo attraverso un sistema di luci led capace di dare forme e colori mutevoli agli oltre 8mila metri quadrati di raggi di alluminio, creando una scia sinuosa e luminescente che abbraccia tutta la struttura.

Per A2A l'illuminazione notturna delle città acquista sempre di più un ruolo di primaria importanza con lo scopo di renderle sicure e attraenti, creando un ambiente  che le rivesta di una nuova identità; tutto questo mantenendo i consumi energetici a livelli molto più bassi di quelli permessi dalle tecniche di illuminazione convenzionali.

Attraverso la App MyLED, scaricabile gratuitamente per Apple e Android, chiunque sarà in grado di creare l’atmosfera desiderata con un semplice tocco sul proprio smartphone.

L’iniziativa di Philips e A2A apre la strada ad un nuovo modo di fruire il patrimonio artistico e cittadino, più dinamico e interattivo. La App è, infatti, la testimonianza di come sia possibile andare oltre al concetto tradizionale di illuminazione per abbracciare una nuova fruizione della luce, attraverso le infinite possibilità date dalla luce connessa. La tecnologia LED segna infatti il passaggio dall’analogico al digitale e offre illimitate opzioni per una gestione unica della luce in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Sistemi e soluzioni di illuminazione possono essere collegati in modalità wireless per permettere alle persone che li utilizzano di vivere esperienze coinvolgenti, personalizzate e sicure; in ambito domestico, con hue, il Sistema di illuminazione connessa per la casa, ma anche in spazi urbani, con la App MyLED.

Un’esperienza da provare in prima persona, per far rivivere le bellezze architettoniche della città: nell’area di Piazza Castello e al MiCo, candidati a rappresentare occasioni importanti di celebrazione dell’Anno Internazionale della Luce.

Questo è il modo in cui Philips sta trasformando l'industria dell'illuminazione.

Milano Piazza Castello, una delle più visitate e belle piazze milanesi, è stata ridisegnata e trasformata in uno spazio urbano accessibile a cittadini e turisti per vivere al meglio la città. L’allestimento ad area pedonale rende la Piazza un luogo accogliente e polifunzionale, un luogo multimediale, condiviso e condivisibile sui social network.

Un'indagine di Forrester Research evidenzia le difficoltà del settore nel definire delle strategie di marketing che coordinino al meglio i due canali. Solo il 50% preferisce l'App. I motivi: convenienza, velocità, personalizzazione. «I retailer devono lavorare ad alleanze con le App che i consumatori usano di più nella loro giornata»

 

Ora che i dispositivi Mobile sono i principali strumenti di connessione a internet, avendo superato il pc, il mondo del Retail deve inserire il Mobile come parte integrante delle proprie strategie di marketing multicanale. Un elemento cruciale in questo senso è il livello di sviluppo raggiunto dalle Retail App – le applicazioni dei rivenditori - che, sebbene offrano opportunità uniche per l’utente, evidenziano ancora alcune criticità. Forrester Research ha condotto un’indagine approfondita sull’argomento, intervistando 511 utenti Mobile che negli ultimi tre mesi hanno fatto acquisti da smartphone negli USA, e 5 rivenditori che hanno implementato una Retail App. I risultati ottenuti delineano alla perfezione le principali questioni più attuali su questo tema.

 

Il primo punto è la complementarietà tra sito Web e Mobile App. Nelle intenzioni dei rivenditori, il sito Web dovrebbe servire come canale di acquisizione dell’utenza, mentre la Mobile App avrebbe il compito di legare a sé il potenziale cliente, tramite la possibilità di creare esperienze personalizzate. Una sorta di complementarietà che, come si vedrà nel prossimo punto, non sempre si verifica.

 

Il secondo punto è la difficoltà di espansione delle Retail App. Dall’indagine emerge che il 39% dei mobile user intervistati possiede su smartphone da una a due Retail App. Il 27% ne ha dalle tre alle cinque, mentre solo il 10% ne ha scaricate dalle sei alle 10. Infine, per un 3% che supera le dieci App, un notevole 21% dichiara di non averne nessuna. Se la App non aggiunge nulla ai servizi già presenti nel sito, i consumatori continuano a servirsi del Web site, che rappresenta quindi molto di più di un semplice canale per attirare potenziali clienti al fine di far scaricare loro le App, come previsto nelle intenzioni dei Retailer. 

 

Ad esempio, su 436 persone che negli ultimi tre mesi hanno cercato la posizione di un negozio o ne hanno controllato gli orari d’apertura, il 45% ha usato la App, mentre il 66% è rimasto fedele al sito. Nel complesso il Mobile Web site ha ottenuto le percentuali più alte per ogni azione dell’utente presa in esame, dalla ricerca di orari e posizione dello store, al confronto di prezzi con altri siti, fino alla lettura delle recensioni di un prodotto.

 

Sul totale del campione intervistato, circa il 50% dice di preferire la Retail App al website. Per convenienza, velocità, personalizzazione. Nel primo caso il 63% di chi preferisce le Retail App le giudica più convenienti, anche in termini di facilità d’uso, mentre il 40% le ha scelte per la capacità di memorizzare le impostazioni. La velocità ha invece convinto il 60% di chi ha scelto un’App: meno tempo e meno passaggi per raggiungere le informazioni desiderate.

 

Il 21% ha invece scelto le App a causa della possibilità di adattarne i contenuti su misura. Il potenziale di sviluppo in questo senso è enorme: ad esempio, un rivenditore intervistato dichiara che le notifiche inviate tenendo conto della posizione dell’utente ottengono 10 volte più clic dei normali avvisi. L’ostacolo, però, consiste nella riluttanza degli utenti a condividere dati personali, senza i quali la personalizzazione non può esistere. Ad esempio, solo un terzo di chi fa acquisti tramite Retail App sarebbe disponibile a condividere la propria posizione, così come soltanto il 24% sarebbe disposto a condividere dati personali tramite l’applicazione.

 

L’indagine ci mostra quindi come le Retail App possano e debbano ancora migliorare, e che vadano viste comunque come un componente di una completa strategia di marketing. Parallelamente i rivenditori devono lavorare ad accordi di partnership con le applicazioni che i potenziali clienti usano più spesso nel corso della giornata. 

 

Alleanze simili permetterebbero al Retail di avvicinare gli utenti in modi e contesti diversi, sfruttando i partner come canali addizionali, e consentirebbero inoltre di acquisire, sempre tramite partner, miniere di dati e informazioni sui propri clienti. Materiale utilissimo per affinare esperienze di personalizzazione di alto livello, e dare una spinta decisiva al decollo delle Retail App.